Solo due nazionali hanno vinto Mondiali consecutivi: Italia (1934-38) e Brasile (1958-62). In settant'anni, mai più nessuna.
L'Argentina di Messi/Lautaro/Álvarez è campione in carica. Una vittoria 2026 sarebbe la terza back-to-back nella storia del torneo.
Ultima e unica Coppa del Mondo: 1966, in casa, con il famoso (contestato) gol di Hurst nel supplementare.
Sessant'anni esatti dopo, l'Inghilterra di Bellingham, Foden e Saka punta al secondo titolo della propria storia.
Quarta nel 2022 — già il miglior piazzamento di sempre per una nazionale africana ai Mondiali.
Salire ancora di un gradino. Una semifinale è già storia, una finale farebbe epoca per il continente intero.
Territorio del Regno dei Paesi Bassi, 155.000 abitanti. Mai un Paese così piccolo a un Mondiale.
Solo essersi qualificata è già il record. Ogni minuto giocato aggiunge cifre alla storia.
Dino Zoff è il giocatore più anziano in una finale: 40 anni e 4 mesi al trionfo italiano del 1982.
Modric avrà 40 anni e 10 mesi alla finale del 19 luglio. Se la Croazia ci arriva, primato di età in finale.
Primo torneo a 48 squadre, primo a tre Paesi
Format espanso da 32 a 48 nazionali. Tre Paesi ospitanti: USA, Canada, Messico — mai successo prima.
È un record di formato già scolpito. La domanda vera: il nuovo formato regge l'esperienza, o diluisce il torneo?
Verso i 220 gol totali
Record di gol in una singola edizione: 171 in Francia 1998 (in 64 partite). Qatar 2022: 172 sempre in 64.
Con 104 partite e una media gol simile a 2022 (2,7 a match), il torneo finirebbe a circa 280 reti. Anche con difese più chiuse, 220 è plausibile.
Quattro esordi assoluti, in un colpo
Dal 2006 (cinque esordi) nessuna edizione ha avuto più di due Paesi al primo Mondiale della loro storia.
Capo Verde, Curaçao, Giordania e Uzbekistan: quattro esordi insieme — il numero più alto del nuovo millennio.
Lionel Messi avrà 39 anni al fischio finale del torneo. Il quinto Mondiale della sua carriera, dopo aver vinto a 35.
Quasi sicuramente l'ultima Coppa del Mondo per il numero 10. Saluto da campione in carica, all'apice di un ciclo argentino.